Detassazione aumenti contrattuali e lavoro notturno 2026: imposta al 5% e 15%, requisiti e cosa devono fare le aziende

Imposte ridotte su incrementi retributivi e maggiorazioni per turni: guida operativa per la gestione delle buste paga 2026.

A cura di Claudio Rossi, network Integré

 

L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 2/E del 24 febbraio 2026, ha fornito i primi chiarimenti operativi sulle misure introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 in materia di tassazione agevolata delle retribuzioni.

Le novità riguardano due ambiti centrali per la gestione paghe delle imprese del settore privato:

  • Imposta sostitutiva del 5% sugli aumenti contrattuali
  • Imposta sostitutiva del 15% su lavoro notturno, festivo e turni

Vediamo nel dettaglio cosa cambia e quali verifiche devono effettuare le aziende.

 


1️⃣ Imposta sostitutiva del 5% sugli aumenti contrattuali 2026

Gli aumenti retributivi previsti dai CCNL sottoscritti tra il 2024 e il 2026, se erogati nel corso del 2026, possono beneficiare di un’imposta sostitutiva del 5% in luogo dell’IRPEF ordinaria.

 

Chi può beneficiarne

L’agevolazione si applica ai lavoratori del settore privato che nel 2025 hanno percepito un reddito da lavoro dipendente non superiore a 33.000 euro.

 

Quali somme rientrano

✔ Incrementi strutturali della retribuzione
✔ Mensilità ordinarie
✔ 13ª e 14ª mensilità

 

Quali somme sono escluse

✘ Una tantum
✘ Straordinari
✘ Scatti di anzianità

Il lavoratore può comunque rinunciare all’agevolazione, optando per la tassazione ordinaria.


 

2️⃣ Imposta sostitutiva del 15% su lavoro notturno, festivo e turnazioni

Per tutto il 2026, le maggiorazioni legate a:

  • lavoro notturno
  • lavoro festivo
  • lavoro nei giorni di riposo settimanale
  • lavoro a turni

possono essere assoggettate a un’imposta sostitutiva del 15%, entro il limite annuo di 1.500 euro.

 

Requisiti

L’agevolazione si applica ai lavoratori con reddito 2025 non superiore a 40.000 euro.

Anche in questo caso è prevista la possibilità di rinuncia da parte del dipendente.


 

Cosa devono verificare ora le aziende

Le imprese devono:

  • verificare il reddito 2025 dei dipendenti
  • distinguere correttamente le voci agevolabili
  • monitorare il limite dei 1.500 euro per le maggiorazioni
  • aggiornare i sistemi paghe
  • raccogliere eventuali rinunce formali

Una gestione non corretta può generare errori fiscali, recuperi d’imposta o contestazioni.


 

Perché è un tema strategico nel 2026

Queste misure hanno tre obiettivi:

✔ sostenere il potere d’acquisto
✔ incentivare i rinnovi contrattuali
✔ valorizzare il lavoro svolto in orari disagiati

Per le aziende rappresentano un’opportunità, ma richiedono un’applicazione tecnica accurata.


 

Serve una verifica sulla tua situazione?

Il team Consulenza del Lavoro di Integré supporta le imprese nella:

  • verifica dei requisiti
  • simulazione dell’impatto in busta paga
  • adeguamento dei sistemi paghe
  • gestione corretta delle opzioni dei lavoratori

👉 Contattaci per un check operativo sulle buste paga 2026.