A cura di Claudio Rossi, network Integré
L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 2/E del 24 febbraio 2026, ha fornito i primi chiarimenti operativi sulle misure introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 in materia di tassazione agevolata delle retribuzioni.
Le novità riguardano due ambiti centrali per la gestione paghe delle imprese del settore privato:
Vediamo nel dettaglio cosa cambia e quali verifiche devono effettuare le aziende.
Gli aumenti retributivi previsti dai CCNL sottoscritti tra il 2024 e il 2026, se erogati nel corso del 2026, possono beneficiare di un’imposta sostitutiva del 5% in luogo dell’IRPEF ordinaria.
L’agevolazione si applica ai lavoratori del settore privato che nel 2025 hanno percepito un reddito da lavoro dipendente non superiore a 33.000 euro.
✔ Incrementi strutturali della retribuzione
✔ Mensilità ordinarie
✔ 13ª e 14ª mensilità
✘ Una tantum
✘ Straordinari
✘ Scatti di anzianità
Il lavoratore può comunque rinunciare all’agevolazione, optando per la tassazione ordinaria.
Per tutto il 2026, le maggiorazioni legate a:
possono essere assoggettate a un’imposta sostitutiva del 15%, entro il limite annuo di 1.500 euro.
L’agevolazione si applica ai lavoratori con reddito 2025 non superiore a 40.000 euro.
Anche in questo caso è prevista la possibilità di rinuncia da parte del dipendente.
Le imprese devono:
Una gestione non corretta può generare errori fiscali, recuperi d’imposta o contestazioni.
Queste misure hanno tre obiettivi:
✔ sostenere il potere d’acquisto
✔ incentivare i rinnovi contrattuali
✔ valorizzare il lavoro svolto in orari disagiati
Per le aziende rappresentano un’opportunità, ma richiedono un’applicazione tecnica accurata.
Il team Consulenza del Lavoro di Integré supporta le imprese nella:
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