A cura di Pietro Daidone, dott. Commercialista e partner di Integrè Spa
La crescente digitalizzazione dei processi aziendali rende sempre più evidente un punto: il rischio cyber non può essere trattato come una questione esclusivamente tecnica.
Il recente documento del CNDCEC, “Cybersecurity e Modello 231: integrazione dei rischi informatici nella governance d’impresa”, richiama proprio questa esigenza: integrare la cybersecurity nei sistemi di organizzazione, gestione e controllo dell’ente, anche in ottica D.Lgs. 231/2001.
I reati informatici rilevanti ai fini 231 non si esauriscono nell’art. 24-bis: il perimetro si estende, tra gli altri, alla frode informatica, agli strumenti di pagamento telematici, alle violazioni del diritto d’autore, agli abusi di mercato e ai rischi collegati all’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale.
Per le imprese questo significa rafforzare alcuni presidi fondamentali:
• mappatura delle aree sensibili e aggiornamento del risk assessment;
• revisione del Codice etico e dei protocolli 231;
• formazione differenziata per personale, funzioni tecniche, organi apicali e Organismo di Vigilanza;
• integrazione tra governance, compliance, sicurezza informatica e standard internazionali;
• attenzione agli adempimenti NIS 2 come ulteriore presidio di compliance.
Un passaggio particolarmente rilevante riguarda l’Organismo di Vigilanza, chiamato a una duplice sfida: presidiare i nuovi rischi derivanti dall’uso dell’IA e, al tempo stesso, valorizzare gli strumenti digitali per rendere più efficace, tempestiva e documentata la propria attività di controllo.
Il messaggio è chiaro: il Modello 231 non ha la funzione di proteggere l’ente dagli attacchi informatici in quanto tali, ma di prevenire la commissione di reati informatici, in senso stretto e in senso lato.
La vera sfida, oggi, è costruire una sinergia concreta tra cybersecurity, gestione dei rischi e compliance 231.
Non più silos separati, ma un approccio integrato alla governance d’impresa.
L'integrazione dei rischi informatici nel Modello 231 non rappresenta soltanto un adempimento, ma un'opportunità per rafforzare il sistema di controllo e la governance dell'impresa. Per questo è importante che l'aggiornamento del modello sia affrontato con un approccio multidisciplinare, capace di coniugare aspetti organizzativi, normativi e di gestione del rischio. In questo percorso Integré supporta le aziende nella progettazione e nell'aggiornamento dei Modelli 231, affinché siano realmente coerenti con i rischi cui l'organizzazione è esposta.