A cura di Pietro Daidone, dott. Commercialista e partner di Integré Spa
Per molte società l’approvazione del bilancio rappresenta la chiusura naturale dell’esercizio. Per le holding, invece, spesso è proprio da lì che inizia una parte rilevante del lavoro fiscale e regolamentare. I valori dell’ultimo bilancio approvato costituiscono infatti la base per effettuare il test di prevalenza previsto dall’art. 162-bis del TUIR, necessario per verificare se una società possa qualificarsi come società di partecipazione finanziaria o non finanziaria. Una verifica apparentemente tecnica, ma con conseguenze tutt’altro che marginali. Il superamento della soglia del 50% dell’attivo patrimoniale, riferita alle partecipazioni rilevanti e agli elementi patrimoniali correlati, può incidere non solo sulla qualificazione fiscale della società, ma anche su una serie di adempimenti successivi: profili IRAP, obblighi verso l’Anagrafe tributaria, iscrizione al SID e al REI, comunicazioni periodiche relative ai rapporti finanziari e, in alcuni casi, ulteriori verifiche ai fini FATCA e CRS.
È proprio questo il punto spesso sottovalutato.
Il test di prevalenza non è un mero calcolo da archiviare insieme al bilancio. È un passaggio che può attivare un vero e proprio percorso di compliance, nel quale occorre valutare:
– la composizione dell’attivo patrimoniale;
– la natura delle partecipazioni detenute;
– l’esistenza di crediti o rapporti finanziari verso partecipate;
– gli effetti IRAP della qualificazione;
– gli obblighi di comunicazione all’Anagrafe tributaria;
– l’eventuale necessità di analisi FATCA e CRS;
– la corretta gestione delle scadenze e dei flussi informativi.
In particolare, le holding industriali possono essere tenute ad adempimenti che richiedono un presidio non solo tributario, ma anche organizzativo e procedurale: iscrizioni, canali telematici, classificazioni, raccolta di informazioni, controlli documentali e invii periodici. A fine giugno, poi, si concentra uno dei momenti più delicati dell’anno per i soggetti obbligati, con le comunicazioni FATCA e CRS relative all’anno precedente. Il rischio, quindi, non è soltanto sbagliare il test. Il rischio è non cogliere tutte le conseguenze che da quel test possono derivare.
Per questo, nel nostro Studio assistiamo le società holding e i gruppi familiari o societari in un percorso integrato che comprende:
– analisi del bilancio e verifica del test di prevalenza;
– qualificazione fiscale della holding;
– valutazione degli effetti IRAP;
– mappatura degli obblighi verso Anagrafe tributaria, SID e REI;
– analisi dell’eventuale rilevanza FATCA e CRS;
– supporto nella gestione degli adempimenti comunicativi;
– coordinamento tra profili contabili, fiscali e regolamentari.
Nel mondo delle holding, oggi, la compliance non si esaurisce nel corretto pagamento delle imposte. Sempre più spesso significa anche saper leggere correttamente il bilancio, qualificare la società, individuare gli obblighi informativi applicabili e gestire tempestivamente le comunicazioni richieste. Un’attività che richiede metodo, esperienza e una visione d’insieme. Perché una holding non dialoga soltanto con le proprie partecipate. Dialoga anche con l’Amministrazione finanziaria, con gli archivi tributari, con i sistemi di interscambio e, nei casi rilevanti, con il circuito internazionale dello scambio automatico di informazioni.
E tutto parte da una domanda solo apparentemente semplice: la società supera o no il test di prevalenza?